Entroterra: escursione nella Valconca

escursioni nella valconca

Un'escursione nella Valconca è una delle tante attività a cui ci si può dedicare in occasione di un soggiorno a Riccione. Attraversato dal fiume Conca, corso d'acqua che in passato era noto con il nome di Crustumium, questo territorio si dipana tra uliveti e vigneti, con colline che si susseguono in un paesaggio in cui è la campagna a farla da padrona. 

Le Grotte di Onferno

Poco lontano dal borgo antico di Onferno, nel territorio della Valconca, si trova la Riserva Naturale Orientata di Onferno, che mette a disposizione dei turisti un percorso diverso dal solito e alternativo rispetto a quello culturale e storico: l'attenzione, infatti, si concentra sulla natura, nel contesto di un ambiente unico in cui viene prestata la massima attenzione alla conservazione e alla tutela della biodiversità. La Riserva ospita, tra l'altro, le Grotte di Onferno, dove sono presenti numerose specie di chirotteri, e che sono il frutto dell'azione delle acque sotterranee, che da millenni attraversano il terreno di gesso selenico.

Il percorso storico

Durante l'escursione nella Valconca si ha modo di imbattersi in numerose vestigia del passato, che con il passare degli anni sono state sostenute in maniera adeguata in virtù della messa in atto di interventi conservativi ad hoc. Un esempio tra i tanti è quello del borgo di Montegridolfo, che ha potuto mantenere la propria struttura medievale praticamente integra per merito di un processo di restauro molto accurato. Cultura e ospitalità si coniugano in questa location, così come a San Giovanni in Marignano, un altro dei Comuni che si incontrano nella valle: il territorio, noto anche come granaio dei Malatesta a causa delle fosse da grano presenti nel centro storico, è stato prima un importante insediamento romano e in seguito un possedimento benedettino. Oggi, comunque, alla componente spirituale si è aggiunto l'intrattenimento offerto dal centro ippico Riviera Horses e dall'impianto sportivo Riviera Golf Resort, nel bel mezzo della natura. Volendo andare alla scopert di altri paesi interessanti della zona, ecco San Clemente, patria del buon vino grazie ai suoi numerosi vigneti, e Morciano di Romagna, ma anche Coriano, nel cuore della Valle del Marano, e Montecolombo, circondato da favolose colline.

La rocca di Mondaino e Saludecio

I siti da non perdere, nella Valconca, sono molteplici: è il caso della rocca di Mondaino, un tempo ritenuta inespugnabile, che attualmente è sede di un museo di paleontologia in cui si possono ammirare diversi fossili. La piazza a pianta semicircolare che caratterizza il paese è conosciuta soprattutto per il Palio del Daino, una tradizione che si ripete ogni anno nel mese di agosto e che vede sfide all'ultimo duello davvero accattivanti. Non è molto lontana quella che un tempo - e in particolare tra il XVI e il XIX secolo - era ritenuta la capitale della vallata, e cioè Saludecio: le famiglie più potenti qui realizzano palazzi di grande valore, e in più fu realizzata una chiesa ritenuta ancora oggi una cattedrale in miniatura. Tradizione e modernità si fondono alla perfezione, come dimostrano i murales che si possono ammirare nel centro storico.

La rocca di Montefiore Conca

L'intera valle è ricca dei castelli che furono fatti costruire dai Malatesta nei secoli passati: i signori di Rimini erano tra le famiglie più potenti e più prestigiose del Quattrocento, e si servivano di tali fortificazioni per proteggere e difendere i propri possedimenti, in un territorio che confinava con quello del Ducato di Urbino. Spicca, tra le tante strutture che sono visibili ancora oggi, la rocca di Montefiore Conca, all'interno della quale sono stati ospitati pontefici, imperatori e papi. Oggi l'ex complesso militare, che in passato è stato usato anche come residenza, è sede di spettacoli, di rassegne e di mostre: il contesto medievale in cui è inserito è di quelli che lasciano senza fiato, soprattutto se si osserva il panorama dalla rocca, con una spettacolare visuale sulla costa.

Gli ambienti naturali

Dal punto di vista naturalistico, il protagonista della vallata non può che essere il fiume che le dà il nome, che nasce a un'altezza di più di 1200 metri, dal monte Carpegna, e incontra il mare dopo avere attraversato le città di Cattolica e di Misano Adriatico. Se le già menzionate grotte carsiche di Onferno rappresentano il fiore all'occhiello del Comune di Gemmano, quello di Montescudo può vantare un'altra perla, quale il bosco di Albereto, per di più impreziosita da un borgo fortificato.